CEMO campus │ Basi giuridiche
Impianti di rifornimento mobili: norme e ADR
Quali sono le norme vigenti per un impianto di stoccaggio mobile? Quali requisiti prevede l’ADR per il trasporto di gasolio? Quando si applica la deroga per gli artigiani ai sensi dell’ADR 1.1.3.1 c) e quali obblighi di controllo si applicano agli impianti di stoccaggio mobili? Nel CEMO campus troverete le principali basi giuridiche relative al trasporto, all’utilizzo e al funzionamento in sicurezza degli impianti di rifornimento mobili per gasolio, benzina e altri carburanti – spiegate in modo sintetico e contestualizzate in chiave pratica.
Panoramica delle norme più importanti
Abbreviazione |
Norma |
Significato per gli impianti di stoccaggio fissi |
| ADR | Accordo europeo relativo al trasporto internazionale di merci pericolose su strada | Accordo europeo sul trasporto di merci pericolose su strada |
| GGVSEB |
Regolamento sulle merci pericolose per il trasporto su strada, ferrovia e vie navigabili interne |
Costituisce il quadro normativo nazionale per il trasporto di merci pericolose in Germania e integra le norme internazionali in materia di merci pericolose. |
| GGBefG | Legge sul trasporto di merci pericolose | Contiene le norme nazionali relative al trasporto di merci pericolose e definisce, tra l’altro, le responsabilità e gli obblighi delle persone coinvolte nel trasporto. |
| ADR 1.1.3.1.c) | Regolamentazione per gli artigiani | Definisce l’eccezione alle norme di trasporto delle merci pericolose |
Basi giuridiche
Gli impianti di stoccaggio mobili per gasolio vengono utilizzati in molte aziende. Le disposizioni di legge sono disciplinate dall’ADR (Accordo europeo relativo al trasporto internazionale di merci pericolose
su strada), dal GGVSEB (Regolamento sulle merci pericolose per il trasporto su strada, ferrovia e navigazione interna) e nella GGBefG (Legge sul trasporto di merci pericolose).
Se il serbatoio viene utilizzato come impianto di stoccaggio fisso, si applicano le norme relative agli impianti di stoccaggio fissi (stazioni di rifornimento per consumo proprio).
Utilizzo di impianti mobili di stoccaggio di gasolio o benzina / IBC
Secondo le normative sulle merci pericolose, i sistemi di stoccaggio mobili non esistono. Si tratta infatti di contenitori per il trasporto alla rinfusa (IBC). L'acronimo IBC sta per Intermediate Bulk Container. Gli IBC vengono utilizzati in diversi settori per il trasporto e lo stoccaggio, tra l'altro, di merci pericolose. Vengono riempiti con prodotti liquidi o sfusi, ma anche con materiali sfusi. Tra questi figurano, ad esempio, carburanti per il rifornimento di macchinari, sostanze chimiche, rifiuti, polveri, ma anche prodotti alimentari, cosmetici e farmaceutici. Gli IBC hanno una capacità massima di 3.000 litri.
ADR 1.1.3.1 c): La normativa relativa agli artigiani
Esenzioni relative alle modalità di esecuzione del trasporto
Se vengono rispettati tutti i requisiti di esenzione di cui al punto 1.1.3.1 c) dell’ADR, si ottiene un’esenzione completa dalla normativa sulle merci pericolose, ovvero le norme relative alle merci pericolose non trovano più applicazione.
Ciò rappresenta un grande sollievo per le aziende agricole, forestali, di architettura del paesaggio e artigiane, poiché non sono più tenute ad applicare le disposizioni altrimenti vigenti in materia di merci pericolose.
Si tratta in particolare di:
- utilizzo di imballaggi omologati
- Mancato rispetto delle norme di etichettatura e contrassegnazione
- eliminazione dell’obbligo di dotarsi di un estintore
- l’abolizione dell’obbligo di portare con sé un documento di accompagnamento (in questo caso: documento di trasporto)
Nella pratica, questa normativa rappresenta un notevole alleggerimento, poiché, ai sensi della RSEB 1-4.1 (Linee guida per l’attuazione del regolamento sulle merci pericolose per il trasporto su strada, ferrovia e navigazione interna), le consegne destinate al consumo diretto fino a un massimo di 450 litri sono esenti dalle disposizioni dell’ADR. Per «trasporti destinati al consumo diretto» si intende che è consentito trasportare fino a 450 litri anche in autovettura fino al luogo di utilizzo della macchina. Il carburante viene lì immediatamente rifornito nel serbatoio e consumato. A questo proposito, si prega di consultare anche la nostra lista di controllo «Normativa per gli artigiani».
Lista di controllo: normativa sugli artigiani
Ricorso alla deroga per gli artigiani ai sensi dell’ADR 1.1.3.1 c) |
sì |
no* |
| Si tratta di consegne connesse all’attività principale? |
|
|
| Quantità non superiori a 450 litri per imballaggio | ||
| Quantità massime non superate secondo la tabella 1.1.3.6 dell’ADR – Regola dei 1000 punti – |
||
| Sono state adottate misure per impedire la fuoriuscita del contenuto in condizioni normali di trasporto |
||
| È stato effettuato un adeguato fissaggio del carico | ||
| Contenitori e chiusure integri e privi di danni | ||
| Assenza di residui pericolosi aderenti | ||
| Nessun trasporto destinato all’approvvigionamento interno o esterno dell’azienda Eccezione: trasporto per consumo diretto ai sensi della RSEB 1-4.1 |
||
| * Non è possibile avvalersi dell’esenzione | ||
| Ulteriori disposizioni da osservare: | ||
| Formazione effettuata |
Risultato
Se avete risposto «Sì» a tutte le domande, si applica l’esenzione completa ai sensi del punto 1.1.3.1 c) dell’ADR. In tal caso non sono necessari né un serbatoio omologato ADR, né un documento di accompagnamento, né un estintore, né l’etichettatura delle merci pericolose.
Se ha risposto «No» anche a una sola domanda, la deroga per gli artigiani non è applicabile: in tal caso si applicano le norme ADR nella loro interezza (serbatoio omologato ADR, etichettatura, documentazione, eventualmente patente per il trasporto di merci pericolose se si superano i 1.000 punti).
ADR 1.1.3.6: La regola dei 1.000 punti
Per il trasporto di determinate merci pericolose, l’ADR prevede una deroga quantitativa ai sensi della sottosezione 1.1.3.6. Essa viene spesso definita “regola dei 1.000 punti”. Se vengono rispettate le quantità massime stabilite per ciascuna unità di trasporto, diverse disposizioni dell’ADR non si applicano o si applicano solo in misura limitata.
La quantità consentita dipende dal gruppo di imballaggio della merce pericolosa. Per il gasolio e la benzina valgono limiti diversi. L’AdBlue® è una soluzione acquosa di urea e non è classificato come merce pericolosa dalla normativa in materia. Per il trasporto di AdBlue® non si applicano quindi, in linea di principio, le stesse norme relative alle merci pericolose previste per il gasolio o la benzina.
Ciò significa che l’AdBlue® può essere trasportato senza le norme ADR relative al trasporto di merci pericolose. Una
Cosa succede in caso di merci pericolose diverse?
Se, ad esempio, si trasportano insieme gasolio e benzina, le quantità devono essere valutate in base alla rispettiva categoria di trasporto e sommate. Il totale non deve superare i 1.000 punti per unità di trasporto.
Esempio:
800 litri di gasolio corrispondono a 800 punti. Se vengono trasportati anche 50 litri di benzina, si aggiungono 150 punti. La quantità totale ammonta quindi a 950 punti.
Importante: la regola dei 1.000 punti non costituisce un’esenzione completa dall’ADR
La regola dei 1.000 punti non implica che, in caso di trasporto con un valore inferiore a 1.000 punti, tutte le norme relative alle merci pericolose vengano meno. Alcuni requisiti ADR continuano a essere applicabili.
Inoltre, la regola non è equiparabile alla normativa per gli artigiani di cui all’ADR 1.1.3.1 c). Mentre la regola dei 1.000 punti si basa sulla quantità e sulla categoria di trasporto delle merci pericolose, la normativa per gli artigiani fa riferimento, tra l’altro, al consumo diretto nell’ambito dell’attività principale.
Diesel
UN 1202, gruppo di imballaggio III
1 litro di gasolio = 1 punto
Benzina
UN 1203 Gruppo di imballaggio II
1 litro di benzina = 3 punti
Verifica o ispezione
Dal punto di vista della normativa sulle merci pericolose, le stazioni di rifornimento mobili di gasolio sono per lo più i cosiddetti contenitori di grandi dimensioni, noti anche come IBC. Il produttore stesso utilizza talvolta altre denominazioni per questi impianti di stoccaggio del gasolio, come ad esempio «container» o «serbatoio». Tuttavia, queste denominazioni, note nella normativa sulle merci pericolose, non hanno nulla a che vedere con la definizione di imballaggio effettivamente applicabile ai sensi di tale normativa, ovvero «contenitori di grandi dimensioni» / IBC.
Purtroppo, spesso gli impianti mobili di stoccaggio del gasolio in uso non vengono sottoposti a collaudo o ispezione da parte di un ente di ispezione per imballaggi di grandi dimensioni (IBC) riconosciuto dall’Istituto federale per la ricerca e il collaudo dei materiali (BAM). Tali verifiche e ispezioni sono prescritte da regolamenti e leggi quali l’ADR (Accordo europeo relativo al trasporto internazionale di merci pericolose su strada), dal GGVSEB e dalla GGBefG (Legge sul trasporto di merci pericolose), a intervalli rispettivamente di 2 anni e mezzo e 5 anni dalla data di fabbricazione.
Vi invitiamo a controllare la targhetta identificativa del vostro impianto di stoccaggio mobile per gasolio o benzina. Se l’ultima ispezione o collaudo apposto risale a più di 2 anni e mezzo fa, dovreste far eseguire quanto prima un’ispezione o un collaudo da un ente di ispezione riconosciuto!
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Domande frequenti
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Ora sapete quali sono i requisiti di legge applicabili agli impianti di rifornimento mobili. Ma quale impianto di rifornimento è più adatto alla vostra attività, al vostro tipo di carburante e alle vostre esigenze?