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CEMO campus │ Basi giuridiche

Protezione antincendio: resistenza al fuoco e norme

L'ABC della prevenzione incendi

Quali sono i requisiti relativi alla resistenza al fuoco degli armadi e dei contenitori di sicurezza? Come vengono classificati i liquidi infiammabili? Quali sono i volumi di raccolta richiesti e quali sono le disposizioni relative alla ventilazione e alle zone a rischio di esplosione? Nel CEMO Campus troverete le nozioni fondamentali più importanti relative alla prevenzione incendi sul posto di lavoro, spiegate in modo sintetico e organizzate in base alle esigenze pratiche.

La sicurezza inizia con una corretta prevenzione degli incendi

I liquidi infiammabili, le sostanze chimiche e altre sostanze pericolose fanno parte della quotidianità lavorativa in molte aziende. Anche piccole quantità di sostanze fuoriuscite possono incendiarsi a causa di scintille, superfici calde o apparecchiature elettriche. L’obiettivo della prevenzione antincendio aziendale è proteggere le persone, i beni materiali e l’ambiente dalle conseguenze di un incendio o di un’esplosione.

Proteggere le persone Proteggere gli edifici Proteggere i processi Proteggere l'ambiente
  • Garantire vie di fuga
  • Limitare la formazione di fumo
  • Impedire la propagazione dell’incendio
  • Evitare interruzioni della produzione
  • Evitare danni secondari

 

Panoramica delle norme più importanti

Abbreviazione

Norma

Significato per la tutela delle acque

GefStoffV Regolamento sulle sostanze pericolose Disciplina la protezione dei lavoratori durante la manipolazione di sostanze pericolose e stabilisce i requisiti per il loro stoccaggio e la loro manipolazione in condizioni di sicurezza.
TRGS 510 Norme tecniche relative alle sostanze pericolose Disciplinano lo stoccaggio sicuro delle sostanze pericolose e stabiliscono i requisiti relativi alle aree di stoccaggio, allo stoccaggio congiunto e alle misure di protezione.
TRGS 720 e segg. Norme tecniche per la protezione contro le esplosioni Concretizzano i requisiti in materia di protezione contro le esplosioni e descrivono le misure volte a prevenire la formazione di miscele esplosive e di fonti di accensione efficaci.
DIN EN 14470-1 Norma di prodotto per liquidi infiammabili Stabilisce i requisiti relativi agli armadi di sicurezza per lo stoccaggio di liquidi infiammabili, in particolare per quanto riguarda la resistenza al fuoco, la struttura e i dispositivi di sicurezza.

Resistenza al fuoco

La resistenza al fuoco spiegata in modo semplice

Gli armadi e i contenitori antincendio sono classificati in base alla loro resistenza al fuoco secondo la norma DIN EN 14470-1. In caso di incendio, proteggono il contenuto dagli effetti del fuoco proveniente dall’esterno per un periodo di tempo definito. L’aumento di temperatura all’interno dell’armadio o del container non deve superare i 180 K durante il periodo di prova.

Tipo

Resistenza al fuoco

Tipo 30 30 minuti
Tipo 60 60 minuti
Tipo 90 90 minuti

In linea di principio vale quanto segue: maggiore è la resistenza al fuoco, maggiore è il tempo a disposizione per le operazioni di evacuazione, l'allarme ai vigili del fuoco e lo spegnimento dell'incendio.

Conservare correttamente i liquidi infiammabili

Etichettatura

Indicazioni di pericolo

Punto di infiammabilità

infiammabile H226 ≥ 23 °C e ≤ 60 °C
facilmente infiammabile H225 < 23 °C e punto di ebollizione > 35 °C
estremamente infiammabile H224 < 23 °C e punto di ebollizione ≤ 35 °C

 

Necessità di sorveglianza

Se vengono stoccati più di 10.000 litri di liquidi infiammabili, facilmente infiammabili o altamente infiammabili, si tratta di un impianto soggetto a sorveglianza ai sensi dell'articolo 2 della ProdSG.

Il volume di raccolta corretto

In linea generale vale quanto segue: la vasca di raccolta deve avere una capacità pari ad almeno il 10% del volume totale di stoccaggio oppure deve poter contenere il contenitore di dimensioni maggiori presente nel magazzino. A seconda di quale dei due valori sia maggiore, la vasca deve essere dimensionata in base a tale volume. Nelle aree di tutela delle acque si applica una normativa speciale:
in questi casi è necessario garantire il 100% del volume di raccolta per i materiali stoccati.

CONSIGLIO: soglia minima prevista dall’AwSV, non applicabile agli impianti fuori terra al di fuori delle aree protette: 

in caso di volume totale di stoccaggio < 220 l di sostanze liquide pericolose per le acque, non è necessaria una vasca di raccolta omologata.

Al di sotto della soglia minima non sussiste alcun obbligo formale di calcolare il volume di raccolta secondo l’AwSV. Tuttavia, si applica il principio generale di precauzione previsto dalla Legge sul regime idrico (WHG § 62). Ciò significa che anche in questo caso i fusti o i piccoli contenitori non devono essere lasciati senza protezione sul terreno non protetto. In questo modo si impedisce che le sostanze fuoriuscite contaminino il suolo o le acque sotterranee, anche se non è necessario calcolare formalmente un dispositivo di ritenzione.

Zone EX

Aree a rischio di esplosione

All’interno dei locali in cui vengono stoccati liquidi infiammabili, è possibile che si verifichi la presenza di un’atmosfera esplosiva. A seconda della presenza di tale atmosfera, si distinguono le seguenti zone:

 

Zona 2

In condizioni di funzionamento normale, non si verifica alcuna atmosfera esplosiva oppure questa si manifesta solo per un breve periodo.

Zona 1

Durante il normale funzionamento si verifica occasionalmente la presenza di un’atmosfera esplosiva.

Zona 0

Un'atmosfera esplosiva è presente in modo costante, per un periodo prolungato o frequentemente.

Distanze di sicurezza per lo stoccaggio di liquidi infiammabili

Nei depositi di sostanze pericolose privi di misure antincendio, per lo stoccaggio di liquidi infiammabili e combustibili è necessario rispettare una distanza di sicurezza. Tale distanza, ai sensi della TRGS 510, punto 12.4.1, comma 2, dipende dalla quantità da stoccare:

Distanza

Volume totale di stoccaggio (GLV)

Sostanza

nessuna

GLV ≤ 200 kg

GLV ≤ 1.000 kg

H224, H225, H226
5 m 200 kg ≤ GLV < 1.000 kg H224, H225
10 m 1.000 kg ≤ GLV  H224, H225, H226
10 - 30 m GLV > 10 m³ Calcolo secondo TRGS 510, punto 12.4.2

 

In alternativa, sarebbero sufficienti pareti esterne dell’edificio resistenti al fuoco (F90 secondo la norma DIN 4102) oppure elementi costruttivi resistenti al fuoco tra l’edificio e il deposito di sostanze pericolose, di altezza e larghezza adeguate; tuttavia, nella pratica questi sono presenti solo in pochissimi casi. Se tuttavia si dovesse realizzare un deposito di sostanze pericolose direttamente adiacente all’edificio, è necessario un container antincendio di tipo 90 con struttura resistente al fuoco.

Stoccaggio passivo

Quando lo stoccaggio avviene esclusivamente in contenitori ermeticamente chiusi, si parla spesso di stoccaggio «passivo». Durante lo stoccaggio non è consentito svuotare o riempire i contenitori; è inoltre vietato aprirli per altri scopi. L’intero locale è definito come zona Ex 2. È prescritto un ricambio d’aria di almeno 0,4 volte. Questo può avvenire anche tramite ventilazione naturale.

Stoccaggio attivo

Se nel magazzino vengono svolte ulteriori attività (ad es. travaso o riempimento, stoccaggio «attivo»), è necessario redigere una valutazione dei rischi per definire i requisiti di ventilazione. Come fonti liberamente accessibili per la valutazione si raccomandano, tra l’altro, la DGUV 113-001 (Ex-RL), la TRGS 509 e l’EMKG (BAuA). Di norma, l’intero locale viene definito come zona Ex 1 e si prevede un ricambio d’aria pari a 5 volte il volume del locale.

Stoccaggio

Ricambio d’aria 

Tipo di ventilazione

Monitoraggio

passivo 0,4 ricambi d'aria all'ora naturale / meccanico no / sì
attiva secondo la valutazione dei rischi (di norma 5 ricambi all'ora) tecnico sì

Ventilazione adeguata

Durante lo stoccaggio di liquidi infiammabili, deve essere garantita una ventilazione costante a livello del pavimento. In caso di stoccaggio attivo, ovvero durante lo stoccaggio e il travaso dei liquidi, è necessario un ricambio d'aria pari a 5 volte il volume del locale. Tale ricambio d'aria è garantito da un sistema di ventilazione meccanica, deve essere costantemente attivo e la sua efficacia deve essere verificata continuamente tramite un sistema di monitoraggio del flusso d'aria.

Nel caso dello stoccaggio passivo, ovvero quando non vengono effettuati travasi all’interno del magazzino, deve essere garantito un ricambio d’aria pari ad almeno 0,4 volte. In questo caso, tuttavia, occorre tenere conto anche della cubatura del magazzino (vedere la tabella «Stoccaggio passivo»).

STOCCAGGIO PASSIVO DI LIQUIDI INFIAMMABILI

Volume del locale

Ricambio d'aria richiesto

Zona Ex

Particolarità

fino a 100 m³ almeno 0,4 volte Zona 2 nessuna
oltre 100 m³ almeno 0,4 volte Zona 2 fino a 1,5 m di altezza nessuna
oltre 100 m³ almeno 0,4 volte Non applicabile in caso di utilizzo di un sistema di rilevamento gas (GWA) Aumento del ricambio d’aria tramite GWA a 2 volte
oltre 100 m³ almeno 2 volte nessuna zona a rischio di esplosione a partire da 0,8 m di altezza fino a 0,8 m di altezza devono essere utilizzate apparecchiature a prova di esplosione.

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Domande frequenti

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La soluzione ideale per lo stoccaggio delle sostanze pericolose

Ora conoscete i requisiti principali in materia di resistenza al fuoco, capacità di raccolta, ventilazione e protezione contro le esplosioni. Ma quale soluzione è più adatta alle vostre sostanze pericolose, alle quantità immagazzinate e alle esigenze operative?